
Ho già avuto modo di parlare delle ispirazioni e delle “fonti” che danno origine ai miei racconti. Tuttavia, mi è venuto in mente un altro tipo di riflessione, e cioè: qual è la relazione che intercorre tra essi e il mio passato, il mio presente e il mio futuro? Probabilmente è stato il mio ultimo intervento qui nella sezione Blog a farmi pensare a questo, soprattutto quando ho descritto la “distanza” tra la mia persona attuale e quella da liceale.
Indubbiamente è un continuo andare avanti e indietro nel tempo il fatto di identificarsi con personaggi di un’età ben precisa; potrei sicuramente scrivere e basta, magari utilizzare la terza persona, che è meno invadente. Di contro, mi aiuta sicuramente il fatto che non ci sia poi tutta questa differenza anagrafica tra le mie “creature”, con l’unica differenza, al momento, rappresentata dalla protagonista di Io non lo so cos’è l’amore. Però è anche bello proiettarsi indietro nel tempo, cercare di immedesimarsi in questa o quella voce narrante, e chiedermi: “alla sua età, al suo posto, io come avrei reagito? Cosa avrei fatto o detto?”.
Guardo indietro, pensando a ciò che ho scritto finora, nel giudicare. Ma chissà, potrei anche, in futuro, scrivere qualcosa di più maturo, magari dal punto di vista di un personaggio più grande d’età. Per certi versi, è una cosa che non ho mai fatto: finora ho scritto solo di esperienze passate. Però anche immaginare situazioni che vorrei aver vissuto è una forma di futuro alternativo che comunque non mi tiene sempre allo stesso posto sulla linea temporale.
Resta pur sempre un lavoro di fantasia, a prescindere da chi sia il o la protagonista. E dopotutto, chi l’ha detto che una maggiore età significhi necessariamente maggiore maturità? Magari, il mio prossimo protagonista sarà un uomo sulla cinquantina con la sindrome di Peter Pan! Oppure la solita studentessa universitaria alle prese con l’ennesima delusione amorosa. Due mondi opposti! Però i temi potrebbero rimanere universali. Sarebbe bello scrivere qualcosa che riguardi un po’ tutti. Penso mi manchi ancora l’esperienza. Magari, un giorno ci riuscirò! Anche se, di solito, sono le storie dedicate ai bambini che ci riescono. Leggerebbe mai un bambino un racconto che non lo riguarda? Probabilmente no. Io lo avrei letto, tanti anni fa? Sicuramente no.
Chissà se, un giorno, leggerete un mio racconto maturo, importante, impegnato! Ma credo che quel giorno sia ancora lontano.
See ya!
Tomla